Fogli

11. giu, 2019

Mi sono informato, con non poche difficoltà, che dal 2007 al 2017 a Roma hanno chiuso 223 librerie. Alcuni nomi mi generano tristezza: Croce, Fanucci, Remainders, Invito alla lettura, Amore e psiche, Fandango incontro, Flexi, Zalib, Mel-Giannino ed altre che non ricordo più. Perché hanno chiuso? Colpa del web, colpa delle grandi catene tipo Mondadori o Feltrinelli, colpa di chi non legge. Certo Feltrinelli e Mondadori, primi casi in Europa, i libri li pubblicano, li distribuiscono, li vendono e forse se li leggono anche. Colpa di Amazon. Certo Bezos non paga tasse mentre le librerie si. Il mostro vero è il lettore che non legge. Qualcuno del settore seriamente dice e, io mi associo per condivisione, che il punto vendita online sarebbe corresponsabile come le grosse catene, ma dobbiamo constatare che ad uccidere le librerie è un’intera popolazione. Il 30% dei laureati italiani non legge nessun libro, figuriamoci gli altri con scolarità inferiore. E’ questo il vero problema delle librerie che hanno cessato l’attività.

9. giu, 2019

Intervento di Giovanna Tedei (testo integrale)

Il vero problema del sentire sociale del senso di colpa – compreso quello per le migliaia di persone che annegano o muoiono sotto i bombardamenti mentre noi cambiamo canale – è che queste colpe sono globali e l’individuo può ben poco nel tempo che rimane al punto di non ritorno, se non cercare disperatamente qualcuno per cui votare senza vergognarsene amaramente subito dopo. Se così non fosse andremmo in giro in bicicletta invece di pagare la palestra, indosseremmo maglioni di lana in casa invece di riscaldarla fino a dover aprire le finestre, berremmo l’acqua del rubinetto invece che quella minerale, andremmo dal fruttivendolo a pesare la frutta invece di comprare quella preconfezionata, compreremmo l’abbigliamento che serve invece di quello che ci viene “consigliato”. La lenta rivoluzione dal basso nell’arco di 50 anni forse spingerebbe  l’economia a riconvertirsi senza creare ulteriori sacche di infima povertà, forse addirittura creando nuove aree straordinarie di sviluppo con la coscienza che l’uomo non è Dio e che la terra ha ripreso a vivere e a popolarsi a Chernobyl: è bastato che non ci fossero persone nei dintorni

 Giovanna Tedei

9. giu, 2019

Non voglio farmi più intelligente di quanto sono: dico solo quello che penso. Ancora oggi è vana tutta la nostra finezza, la nostra lungimiranza politica e il nostro grande senso della democrazia. Volevamo fare le svolte epocali, e ancora oggi vorremmo fare la storia, ma se invece di provare a fare la storia, provassimo semplicemente a considerarci responsabili dei singoli atti che la compongono, forse gli esiti non sarebbero così grotteschi. Non la storia bisogna fare, ma la propria biografia. Occorre anche stare attenti ai contenuti, la nostra coscienza è molto più severa del giudizio degli altri. Mettere ordine, capire i perché dei decenni di accaduti personali è l'unico scopo di queste pagine web.

silvano fagiani

4. giu, 2019