I nostri tempi

18. Ott, 2018

La conversazione è morta, evviva la retorica del web.

Mi dice un amico, molto stimato per saper vivere: <<I mesi successivi alle elezioni politiche dello scorso marzo, li ho passati ostaggio di Twitter, dei siti di news, dei giornali, di maratone tv, di qualsiasi cosa potesse placare la fame chimica di notizie sulla formazione del nuovo governo>>. <<Uno stato da vero tossico, come se l'acqua fosse arrivata ai miei piedi. Pensavo all'incombere del disastro, della tragedia, ai poveri, alle diseguaglianze, alle periferie, ai migranti, Brexit, Trump e tanto altro. Un attimo dopo, vedevo che era proprio questo sentirsi assediati, questo senso di tragedia imminente la causa della situazione>>. Come abbiamo spesso scritto qui noi occidentali siamo assaliti da troppe paure, oltre a quelle che che dividiamo con gli altri bipedi pensanti, ci sono quelle secolari create dal cristianesimo per farci diventare donatori devoti, quindi quando ci si mette anche la politica con la sua fabbrica di consensi basata sulla paura, ecco che la nostra vita diventa un mostro con cui combattere giornalmente...

Tutti attenti!!! Tv, media, pubblicità varia. Esemplare quella stradale.

Pensieri rapidi

16. Ott, 2018

Groviglio quotidiano, non posso fare a meno della bellezza.

E' Dostoevskij che ci dice: "Io sono solo, voi siete tutti", descrivendo l’uomo della strada che amava la strada e che della strada non aveva paura. Come non pensare che c'è una strana dialettica tra libri e tempi oscuri, tra scienza e libri di scienza, tra notizia del giorno e saper vivere, tra sadismo e godimento, tra nomadismo amoroso e fedeltà. Contro la bellezza, l'intensità e il furore vitale a cui i libri danno accesso, ecco l'ottusa resistenza del quotidiano, pieno di chiacchiere vuote, di nebbia populista, di sciatteria fisica, di pornografia e bruttezza delle parole...

una "visione" di M. Fagiani

Un titolo su Repubblica, uno dei tanti su azioni razziste in Italia

Il cattivo cristiano

14. Ott, 2018

Razzismo, è già tardi per ricordare Deleuze.

Secondo Deleuze il razzismo è delle istituzioni. <<I concatenamenti di potenze, di intrecci, di forze, di giurisprudenza, come anche la produzione giuridica e culturale avanzano soggetti più o meno desiderabili rispetto ad altri, attraverso casi abominevoli di negazione di diritti astratti in situazioni ogni volta irripetibili>>. Di conseguenza direbbe ancora Deleuze: “basta che una certa legge, una politica, una pratica vigente di fatto crei, perpetui o aggravi la disuguaglianza di minoranze etniche, culturali, religiose o nazionali, per determinare il razzismo di un’istituzione”...

Saper vivere

11. Ott, 2018

Ritorno a Porto Santo

Se sei un portoghese sogni Madeira ma se conosci Madeira sogni Porto Santo. Il ricordo ha fantasticato, ma non è riuscito ad abbellire quella spiaggia di sabbia dorata. Quando l'ho rivista, quella riva dove il mare esulta e la beatitudine ti allarga le braccia, mi ha ancora incantato con una naturalezza infinita. Solo una gran donna può fare altrettanto nell'accoglierti. Temevo, ed in parte è avvenuto, che l'osceno della speculazione avesse intimorito così tanta natura, ma non ci sono ancora riusciti. Pace, sogno, bellezza e riluttanza di quelle cose che ci organizzano i giorni nell'era della modernità aggressiva. L'arcipelago di Madeira ha visto attraccare e ripartire navi di esploratori, commercianti, trafficanti di schiavi, emigranti, avventurieri, navi da crociera...